venerdì 23 novembre 2018

Il necrofilo
Gabrielle Wittkop

Tradotto per la prima volta in inglese, questo capolavoro della letteratura francese è sorprendente, non solo per il suo stupefacente soggetto, ma per la bellezza poetica degli ultimi autori, la prosa sottile e intricata. Mentre il protagonista ossessionante Lucien è alle prese con un desiderio tabù, il romanzo va ben oltre il semplice horror gotico per esplorare la malinconia nelle profondità più profonde della condizione umana, costringendo i lettori a confrontarsi con la propria mortalità con un'intimità senza precedenti.

martedì 20 novembre 2018

Vodka&Inferno - Baciami, Giuda 2

Penelope Delle Colonne
Baciami, Giuda - 
saga Vodka&Inferno ( volume 2)

1894, Soroka. Viktor è padrone assoluto della città. Le sue distillerie e la Vodka & inferno lo hanno reso l'uomo più potente dell'inverno russo. Il suo impero è però minacciato da alcuni rivoltosi, un branco di zingari licantropi chiamati Zvolk. Sarà costretto dagli zii Lazar' e Fëdor a scendere a patti con Tirone, truffatore incallito, protettore delle prostitute di Soroka e capo degli zingari che lavorano per Viktor. Nuove alleanze, nuovi piani sinistri sconvolgeranno la città e le vite dei Mickalov. Nel frattempo Frattaglia è pronta a uccidersi nelle acque gorgoglianti di Soroka, ma Balthazar ha in serbo per lei un altro destino... Continua la saga vampiresca, tra rivelazioni, complotti, amori e tradimenti. "Baciami. Giuda" è il secondo volume della saga.


lunedì 8 gennaio 2018

Kokoshnik e Povyaska- Copricapi femminili tradizionali russi

Anna Pavlova
Il Kokoshnik è un copricapo tradizionale russo diffuso dal XVI al XIX secoli utilizzato dalle donne e dalle ragazze che accompagnavano il sarafan, un abito tradizionale russo usato dalle donne e ragazze contatine e in seguito usato come abito tradizionale per le feste popolari,

Storicamente il kokoshnik è un copricapo indossato da donne sposate, anche se fanciulle ne portavano uno molto simile ma aperto nella parte posteriore, nominato povyaska La parola kokoshnik descrive una grande varietà di copricapi indossati in tutta la Russia, compresi i cappelli cilindrici di Veliky Novgorod, a due punte Nimbus Kika di Vladimir, il Kika triangolare di Kostroma, cappellini con perle di Kargopol, e lo scarlatto kokoshnik di Mosca.
Mentre negli ultimi stili il kokoshnik variava notevolmente, attualmente è generalmente associato al nimbus un alto copricapo a forma di cresta che è legato alla parte posteriore della testa con lunghi spessi nastri in un grande arco. La cresta può essere ricamata con perle e oreficerie o per semplici applicazioni, di solito utilizzando piante e fiori per motivi. L'area frontale è spesso decorata con reti di perle o perline. Di solito una donna quando indossa un kokoshnik lega i capelli in una treccia.
Il berretto con la cresta chiamato adesso semplicemente "kokoshnik" assomiglia al "Cofano francese"  indossato anche dalle dame Tudor in Inghilterra, ma senza il velo nero.


domenica 3 settembre 2017

Ierogamia - Matrimonio sacro







Parnaso: Mantegna
Venne battezzata "ierogamia" o, più semplicemente, matrimonio sacro una cerimonia rituale praticata per 2000 anni dai Sumeri, dagli Egizi, dai Babilonesi, Celti e fenici che simboleggiavano l'unione tra un dio e una dea ma, concretamente consisteva nel rapporto sessuale tra un re-sacerdote e la sacerdotessa del tempio, perché il potere della dea si trasferisse al sovrano e, attraverso lui, ai sudditi.



Se nell'Antico regno Egizio (3000 anni a.C) l'accoppiamento sacro tra faraone e sacerdotessa d'alto rango commemorava le nozze di Nut (significa Cielo) è Geb (significa Terra), in Irlanda i Celti (IV sec- III sec a.C) coltivavano l'usanza per cui la dea della Terra conferiva il potere a un re da lei disegnato attraverso un rapporto sessuale.

Nelle città-Stato sumere di Uruk è Ur (IV millennio a.C) il rito era celebrato il giorno di Capodanno sulla cima della Torre Sacra Ziqqurat: la sacerdotessa dea dell'amore e della fertilità. Inanna saliva ritualmente i sette livelli e attendeva nella stanza nuziale l'amplesso con il re-dio Dumuzi, che avrebbe garantito pace e prosperità per tutto l'anno.

Inni d'amore. 

Scultura erotica di un tempio di Khajuraho raffigurante Maithuna.
Il ritrovamento di alcune tavolette di scritture cuneiforme ha svelato gli inni d'amore preliminari "Il pastore Dumuzi m'ha riempito il grembo di latte e panna, mi ha accarezzato il pube, mi ha innaffiato il grembo [...]". Decretò per lui una sorte benigna "invocava la dea sacerdotessa al dio-re che rispondeva: "Il «tuo arrivo» è la vita, il tuo ingresso nella casa è l'abbondanza, giacere insieme a te è il mio peggior piacere mia dolce, divertiamoci nel letto".

giovedì 17 agosto 2017

Eclissi




Presso i pagani era opinione corrente che l'eclissi di luna derivasse dalla virtù m,agica di certe parole che avevano il potere di strapparla dal cielo attirandola verso la terra per costringerla a gettare la schiuma sulle erbe che diventavano così propizie ai sortilegi degli incantatori. 
Per sottrarre la luna a quel supplizio e per eludere la forza della magia, le si impediva di udirne le parole facendo un frastuono terribile.
Generalmente l'eclissi annunciava nell'antichità grandi disgrazie e si legge sovente di armate che si rifiutarono di battersi in quelle occasioni.



Anche gli Europei creduloni consideravano un tempo l'eclissi come un segno funesto. L'eclissi di sole del 13 Agosto 1664 fu annunciata come il presagio di un diluvio simile a quello dei tempi di Noè, o piuttosto un diluvio di fuoco che avrebbe portato alla fine del mondo. Tale predizione terrorizzò la gente a tal punto che un curato di campagna (è un aneddoto quello che riferiamo), sommerso dalla ressa dei fedeli che volevano confessarsi temendo di morire in quella tragica circostanza, e sapendo che nessun argomento ragionevole avrebbe potuto prevalere sulla tremenda predizione, si vide costretto ad annunciar loro dall'altare che era inutile affannarsi in quel modo dato che l'eclissi era stata rinviata di quindici giorni.


Dizionario Infernale - J. Collin de Plancy 

Le mani degli uomini







Nei primi secoli dopo Cristo, gli eretici borboriti  insegnavano che Dio non può essere l'autore del male; che per dirigere il corso del sole, delle stelle e dei pianeti ha creato un numero incalcolato di geni, che furono, sono e saranno sempre buoni e benefici; che creò l'uomo non diversamente da tutti gli altri animali e che l'uomo era fornito di zampe come i cani; che la pace e la concordia regnarono per secoli sulla terra e nessuno vi commetteva alcunché di irregolare; che, disgraziatamente, un genio, presa la specie umana in simpatia, le diede le mani, ed ecco l'origine e il tempo del male. 
Con le mani l'uomo si procurò delle forze artificiali, si fabbricò delle armi, attaccò gli altri animali, realizzò delle cose sorprendenti e l'industriosità delle mani lo rese orgoglioso; l'orgoglio di possedere alcune cose e rifiutarne altre; guerra e discordie cominciarono; la vittoria produsse schiavi e tiranni, ricchi e poveri.
Aristotele osserva che l'uomo non è superiore agli animali perché ha le mani, ma che ha le mani perché è superiore agli altri animali. 


Dizionario Infernale - J. Collin de Plancy 

Maurice 1997

Maurice è un film del 1987 diretto da James Ivory, con James Wilby e Hugh Grant.





A Cambridge, a fine ottocento, Clive e Maurice scoprono di essere attratti l’un l’altro, ma il senso del decoro li allontana. Anni dopo Clive, sposato, negherà la propria omosessualità, mentre Maurice, che ha cercato in tutti i modi di guarire dalla “malattia”, riuscirà finalmente ad accettare se stesso grazie allo stalliere dell’amico. 

Il film è tratto dal famoso romanzo omonimo di Foster ed è uno di quei rarissimi casi in cui il film sembra superare in bellezza e coinvolgimento il testo scritto. 

É anche una delle primissime storie d’amore gay, nel senso più completo e sentimentale del termine, che il cinema ci abbia offerto. Ha fatto sognare un’intera generazione di gay.






Il cavaliere povero / Жил на свете рыцарь бедный di Puškin

Viveva al mondo un cavaliere 
povero silenzioso e semplice 
d’aspetto tetro e pallido d’animo 
ardito e onesto 
Egli aveva una sola visione 
alla mente incomprensibile 
che profondamente 
si era impressa nel suo cuore 
Da quel momento, arso nell’anima più
 le donne non guardò e fino 
alla bara con nessuno volle dire una parola 
Al collo il rosario si legò e dal volto 
la celata dinanzi a nessun più levò. 
Ricolmo di puro amore fedele al dolce sogno A. M. D. 
con il suo sangue scrisse sullo scudo 
E nei deserti della Palestina mentre i paladini
 si lanciavano in battaglia, per le rupi a gran voce invocando le dame. 
Lumen coeli, sancta Rosa gridava egli feroce 
focoso e come tuono la sua minaccia atterriva i musulmani.
 Ritornato al suo castello lontano 
visse segregato, sempre muto, sempre triste, finchè folle morì.

domenica 7 agosto 2016

La rosa selvatica anti-vampiri

La nascita della figura del vampiro è da ricercarsi molto indietro nel tempo e nel corso dei secoli passati molte sono le leggende nate intorno a essa. Così come molte sono le convinzioni sui metodi secondo cui ci si potrebbe difendere da un vampiro o riconoscerlo. Una delle più famose è forse quella del rametto di rosa selvatica menzionata dallo stesso Stoker nel suo famoso Dracula. Opinione comune era che un rametto di rosa selvatica posto sul coperchio della bara di un vampiro impedisse alla creatura di risorgere durante la notte per andare in cerca di esseri umani di cui nutrirsi. Secondo alcuni lo stesso effetto lo si otterrebbe usando un rametto di biancospino.

mercoledì 3 agosto 2016

La Tavola Ouija

La Tavola Ouija è un piccolo strumento utilizzato per le comunicazioni medianiche, vale a dire per avere un contatto diretto tra il nostro mondo e quello degli spiriti, che venne ideato verso la metà del XX secolo. Questo strumento è formato da una superficie piatta fatta originariamente di legno, con il passare degli anni si è passati anche alla plastica, su cui sono disegnate le lettere dell'alfabeto, i numeri dallo 0 al 9, e spesso anche da un "sì" e un "no" più altri simboli. Alla tavola Ouija è abbinato un indicatore mobile. Come dicevamo prima si tratta di uno strumento utilizzato durante le sedute spiritiche. Lo scopo della tavoletta di Ouija è infatti quello di far interagire noi esseri umani con gli spiriti. Spiriti che possono essere di varia natura come i demoni e le anime dei defunti. Sono i medium a utilizzare questo strumento e attraverso di esso possono porre domande allo spirito con la quale si vuole comunicare. L'indicatore si muove sulla tavola e passando sopra le lettere e le cifre disegnate compone la risposta che lo spirito vuole fornirci. Seduti intorno a un tavolo i partecipanti alla seduta spiritica evocano l'entità con la quale vogliono comunicare e posano l'indice della mano destra sull'indicatore che in seguito comincerà a muoversi.
Esistono alcune varianti della tavola Ouija. Una di queste è la Planchette che al posto del puntatore indicante le lettere, ha un foro in cui è fissata una matita che scrive direttamente. Posando le mani su di essa la Planchette comincia a muoversi e la matita a scrivere.
Un altro metodo è la seduta spiritica attraverso l'utilizzo di un bicchiere o una moneta all'interno una scatola contenente lettere e numeri. Questo esperimento può essere fatto anche da soli, ovvero senza l'intervento si un medium o di un sensitivo. Si effettua disponendo su un tavolo un cerchio di quadratini di carta, su ogni quadratino deve riportare una lettera dell'alfabeto. Al centro viene posizionato un bicchierino rovesciato. Come nei casi precedenti ogni partecipante deve posare un dito sul bicchiere. Dopo di questo e un breve momento di concentrazione il bicchiere comincia a scorrere nel cerchio indicando man mano le lettere dell'alfabeto che comporranno la risposta cercata. Contrariamente alle normali sedute spiritiche che richiedono oscurità può essere effettuata anche in piena luce. La parola "ouija" deriva dall'unione dei due termini, "oui", (francese) e "ja" (tedesco) entrambe le parole hanno lo stesso significato ossia Sì, ma non è chiaro il motivo di questo modo. Alcuni autori sostengono che la tavola Ouija si ben più antica di quanto si voglia pensare e che lo stesso Pitagora l'abbia usata per comunicare con il mondo degli spiriti.

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