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lunedì 3 dicembre 2018

La Necrofilia - Gabrielle Wittkop

Figlia illegittima dell'archeologia, la necrofilia, che ha avuto minor fortuna della madre, trascende l'uomo al di là della sua animalità. Meno radicale del suicidio, ma ad esso simile in quanto atto trasgressivo, la necrofilia presenta il vantaggio di poter essere ripetuta senza tuttavia scadere nella routine, giacché le difficoltà pratiche che il necrofilo deve superare lo preservano da quel che di macchinale e di irriflessivo può avere l'appagamento della sua pulsione.
Infatti, pur scatenandosi con il favore delle circostanze, tale pulsione non può raggiungere i propri fini se non ricorrendo a stratagemmi, ardui da concepire e pericolosi da attuare, che innalzano il necrofilo al rango dei grandi amatori. Inventivo ed eroico come loro, il necrofilo però vive in un profondo isolamento sfidando, fiero della sua solitudine imperiale, tutti i pericoli e la morale benpensante.
L'amore necrofilo è senza alcun dubbio il solo realmente puro, infatti lo stesso amor intellectualis esige di essere corrisposto. Non v'è invece nessuna contropartita per il necrofilo, il dono di se stesso non suscita eco alcuna. Inoltre è un essere asociale e apolitico, che non soltanto viene condannato nel nome della morale conformista, ma viene perfino confuso con i violatori di tombe che il più delle volte agiscono mossi da un'ideologia razzista, nel quadro di una psicologia di massa.
[...]
Il lettore che venisse turbato dal mio testo non avrebbe colto dunque l'indissolubile legame tra la vita e la morte, e l'impossibilità di vivere felicemente rifiutando con ostinazione l'idea di dover morire. Probabilmente era proprio per questo che le cortigiane elisabettiane portavano al dito un anello su cui era raffigurato un teschio, affinché il simbolo di Thanatos fosse associato all'esuberanza vitale di Eros. Il terrore dell'annientamento viene annullato dai ritmi dell'esistenza quotidiana.  Quando Ampleto si stupisce della gaiezza del becchino che stava scavando una tomba, Orazio  gli risponde semplicemente: «Custom hath it in him a property of easiness.» Non potrebbe esser detto meglio.

Frankfurt a. M, Febbraio 1998
Gabrielle Wittkop

sabato 24 novembre 2018

L' eterno

Joann Sfar


Soldato sul fronte russo nel 1917, il violinista ucraino Ionas nutre fino al suo ultimo respiro sulla Terra un unico desiderio: tornare dalla fidanzata, Hiéléna, e sposarla. La forza di queta passione sarà in grado di guidarlo anche dopo la morte, quando, "resuscitato" sotto forma di vampiro, partirà alla ricerca della sua donna nella speranza impossibile di essere comunque accettato e di trovare, accanto a lei, il solo posto al mondo in cui essere felice. Ma quando il bisogno d'amore non può essere soddisfatto, è un'altra sete afarsi sempre più implacabile: quella di sangue. E questo, ogni mostro lo sa. Romantico e brillante, il primo romanzo di Joann Sfar è l'esilarante biografia di un mostro che rivisita i più classici canoni letterari del genere horror con un umorismo degno di Woody Allen, mescolando abilmente atmosfere fantasy e toni da commedia in un noir sensuale e di straordinaria forza espressiva.

venerdì 23 novembre 2018

Il necrofilo
Gabrielle Wittkop

Tradotto per la prima volta in inglese, questo capolavoro della letteratura francese è sorprendente, non solo per il suo stupefacente soggetto, ma per la bellezza poetica degli ultimi autori, la prosa sottile e intricata. Mentre il protagonista ossessionante Lucien è alle prese con un desiderio tabù, il romanzo va ben oltre il semplice horror gotico per esplorare la malinconia nelle profondità più profonde della condizione umana, costringendo i lettori a confrontarsi con la propria mortalità con un'intimità senza precedenti.

martedì 20 novembre 2018

Vodka&Inferno - Baciami, Giuda 2

Penelope Delle Colonne
Baciami, Giuda - 
saga Vodka&Inferno ( volume 2)

1894, Soroka. Viktor è padrone assoluto della città. Le sue distillerie e la Vodka & inferno lo hanno reso l'uomo più potente dell'inverno russo. Il suo impero è però minacciato da alcuni rivoltosi, un branco di zingari licantropi chiamati Zvolk. Sarà costretto dagli zii Lazar' e Fëdor a scendere a patti con Tirone, truffatore incallito, protettore delle prostitute di Soroka e capo degli zingari che lavorano per Viktor. Nuove alleanze, nuovi piani sinistri sconvolgeranno la città e le vite dei Mickalov. Nel frattempo Frattaglia è pronta a uccidersi nelle acque gorgoglianti di Soroka, ma Balthazar ha in serbo per lei un altro destino... Continua la saga vampiresca, tra rivelazioni, complotti, amori e tradimenti. "Baciami. Giuda" è il secondo volume della saga.


giovedì 17 agosto 2017

Il cavaliere povero / Жил на свете рыцарь бедный di Puškin

Viveva al mondo un cavaliere 
povero silenzioso e semplice 
d’aspetto tetro e pallido d’animo 
ardito e onesto 
Egli aveva una sola visione 
alla mente incomprensibile 
che profondamente 
si era impressa nel suo cuore 
Da quel momento, arso nell’anima più
 le donne non guardò e fino 
alla bara con nessuno volle dire una parola 
Al collo il rosario si legò e dal volto 
la celata dinanzi a nessun più levò. 
Ricolmo di puro amore fedele al dolce sogno A. M. D. 
con il suo sangue scrisse sullo scudo 
E nei deserti della Palestina mentre i paladini
 si lanciavano in battaglia, per le rupi a gran voce invocando le dame. 
Lumen coeli, sancta Rosa gridava egli feroce 
focoso e come tuono la sua minaccia atterriva i musulmani.
 Ritornato al suo castello lontano 
visse segregato, sempre muto, sempre triste, finchè folle morì.

domenica 7 agosto 2016

La rosa selvatica anti-vampiri

La nascita della figura del vampiro è da ricercarsi molto indietro nel tempo e nel corso dei secoli passati molte sono le leggende nate intorno a essa. Così come molte sono le convinzioni sui metodi secondo cui ci si potrebbe difendere da un vampiro o riconoscerlo. Una delle più famose è forse quella del rametto di rosa selvatica menzionata dallo stesso Stoker nel suo famoso Dracula. Opinione comune era che un rametto di rosa selvatica posto sul coperchio della bara di un vampiro impedisse alla creatura di risorgere durante la notte per andare in cerca di esseri umani di cui nutrirsi. Secondo alcuni lo stesso effetto lo si otterrebbe usando un rametto di biancospino.

martedì 22 settembre 2015

Pinocchio – Storia di un bambino



Mi sono imbattuta qualche giorno fa in questo fumetto nella Feltrinelli sotto casa mia. Il titolo e la conturbante copertina hanno attirato da subito la mia attenzione, così ho preso a sfogliarlo in modo da capire come fosse il tratto dell'autore (Francesco Ciampi in arte Ausonia).
Ciò che mi si è presentato dinanzi agli occhi è stato un capolavoro grafico nato dai toni più belli del macabro. Non ho potuto fare a meno di comprarlo e divorarlo nel giro di un'ora.

La storia classica tutti l'hanno sentita, Pinocchio nato dalla mente di Carlo Collodi ha da sempre ispirato le versioni più diverse e colorate, ma quella che mi sono trovata fra le mani non era semplicemente macabra e raccapricciante, ma era un tributo al grottesco nella sua forma più semplice e meravigliosa.
In un mondo rovesciato e abitato da soli burattini bugiardi si staglia in primo piano il processo di Pinocchio, un bambino nato dalla carne in putrefazione e impossessato da una coscienza in grado di dire sempre e solo la verità.

…in pochi giorni di vita ho conosciuto le percosse, lo stupro… e sono stato derubato. E’ molto per un bambino… mi creda.


Fra vicende immorali e retroscena sconvolgenti, che porteranno ogni amabile lettore del classico Pinocchio a chiudere di scatto le pagine del fumetto, vi troverete a viaggiare in un mondo troppo famigliare anche se abitato da burattini, poiché così simile a quello in cui oggi giorno siamo abituati a veder passarci dinanzi agli occhi.



In altre parole una storia da non perdere sia per gli amanti del grottesco, sia per quelli della letteratura e sia per coloro che sono sempre alla ricerca di fumetti in grado di entrarti sotto pelle!

giovedì 17 settembre 2015

Vespertilia - Un mistero della campagna romana (Anne Crawford)

Il giovane Marcello viene sedotto da una vampira tornata dall'antica Roma, Vespertilia.

“tutto l’orrore della natura di quell’essere era stato velato agli occhi dei romani con il termine greco ‘tes aimatopotidos’, la bevitrice di sangue … E Flavius – il suo amante – vix ipse sospes, lui stesso si salvò a stento da quell’abbraccio mortale, l’aveva seppellita qui, e aveva messo un sigillo sul suo sepolcro, confidando nel peso della pietra … per imprigionare per sempre il meraviglioso mostro che egli aveva amato”.

Marcello, un sedicente artista, invece era:

 
“era pallidissimo e si muoveva meccanicamente come un sonnambulo. Rimasi sconvolto nel vedere come fosse diventato incavato il suo volto: reggeva ancora in mano la candela accesa che proiettava cupe ombre sulle guance smunte e sugli occhi fissi che brillavano sinistramente e sembrava non vedessero nulla. Aveva le labbra completamente prive di colore e così ritratte che riuscii a vedere il bagliore dei suoi denti.”


domenica 6 settembre 2015

Il ventaglio


Considerato da sempre oggetto che simboleggia il potere, il ventaglio non fu inizialmente un ornamento esclusivo delle sole donne, ma anche degli uomini che ne fecero un largo utilizzo.
E' stato solamente con il trascorrere degli anni che il suo utilizzo è passato a essere a esclusivo appannaggio della donna. Ve ne erano di diversi tipi, dai più elaborati ed eleganti realizzati per gli eventi mondani quali feste e balli; ai più semplici per quegli eventi che richiedevano una certa sobrietà nel vestire e negli atteggiamenti.

Per le donne dell'epoca vittoriana divenne un ornamento che non poteva assolutamente mancare durante le feste e i balli poiché gli stretti corpetti imposti dalla moda del tempo davano loro poca possibilità di respirare correttamente negli ambienti troppo affollati. Ma diversamente da quanto si possa credere l'utilizzo del ventaglio in tali occasioni non si riduceva esclusivamente al rinfrescarsi, ma assumeva un utilizzo ben più elaborato.
In un'epoca in cui alla donna era lasciata pochissima libertà d'espressione, di circolazione e socializzazione, il ventaglio divenne un vero e proprio strumento di comunicazione. Non era la prima volta che le donne inventavano un linguaggio segreto per comunicare tra loro, ma questa volta il linguaggio era dedicato agli uomini diventando un codice, fatto di gesti con la quale potevano comunicare con gli spasimanti in occasione di feste, balli e qualsiasi altro raduno mondano. Sfruttando tale linguaggio gli innamorati comunicavano tra di loro e potevano anche organizzare incontri segreti. C'era un’infinita varietà di movimenti che può essere fatta sfruttando il battito del ventaglio.
Alcuni esempi:

Portato nella mano destra - Voi desiderate troppo
Portato nella mano sinistra, aperto - Avvicinatevi e parlate con me
Portato nella mano destra, di fronte al volto - Seguitemi
Portato nella mano sinistra, di fronte al volto - Desiderosa di conoscervi
Intrecciando le mani sotto al ventaglio aperto - Dimenticatemi,Vi prego
Coprire l'occhio sinistro, con il ventaglio aperto - Non tradite il nostro segreto
Tracciare linee sulla mano - Vi odio
Passarlo sulla guancia - Vi amo
Passarlo davanti agli occhi - Scusatemi
Passarlo davanti alla fronte - Siete cambiato
Lasciar cadere il ventaglio - Saremo amici
Sventolarsi lentamente - Sono sposata
Sventolarsi velocemente - Sono fidanzata
Guardare fisso il ventaglio chiuso in modo pensoso - Perché non mi capite?
Appoggiato alla guancia destra - Sì
Appoggiato alla guancia sinistra - No
Appoggiato dietro la testa - Non mi dimenticate
Con il mignolo steso - Arrivederci
Aprendolo e chiudendolo - Siete crudele
Aprendolo alla massima estensione - Aspettatemi
Appoggiato all'orecchio sinistro - Desidero liberarmi di Voi
Presentato chiuso - Mi amate?
Presentando solo un certo numero di stecche aperte - A che ora?
Chiudere molto lentamente il ventaglio da completamente aperto - Prometto di sposarvi
Ventaglio chiuso appoggiato sul cuore - Avete conquistato il mio amore
Ventaglio chiuso che indugia sull'occhio destro - Quando mi permetterete di vedervi?
Toccare il ventaglio spiegato nell'atto di sventolarsi - Vi sarò vicina per sempre
Toccarne la punta con il dito - Desidero parlarvi
Farlo roteare nella mano sinistra - Amo un altro
Con il manico appoggiato alle labbra – Baciatemi





Ma il ventaglio ha radici ben più profonde e tracce di lui sono state ritrovate nei bassorilievi delle remote antichità degli egiziani e asiatici. Il ventaglio ha dunque attraversato la storia senza mai perdere l’alone di fascino e mistero che da sempre lo avvolge, finendo non solo con il diventare un oggetto di uso comune ma anche con il ricoprire ruoli importanti in famosi dipinti, libri e film.

sabato 5 settembre 2015

Dracula ~ Bram Stoker 1897



Bram Stoker | Irlanda 1847- Gran Bretagna 1919
Prima edizione | 1897, A Constable & Co. (Londra)
Trasposizioni cinematografiche | 1922. 1931. 1958.
1979. 1992, 2015 Dracula Untload,
Serie Tv: Dracula 2013
L'inglese Jonathan Harker raggiunge un remoto castello della Transilvania per concludere una vendita immobiliare con il conte Dracula, liberandone la fatale sete di sangue. Quando il vampiro si imbarca per l'Inghilterra in cerca di una preda fresca, Mina la futura mogllie di Harker, il dottor Van Helsing, concepisce un macchinoso piano per fermalro. 
La narrazione prosegue attraverso resonconti di testimoni oculari, pagine di diario e appunti di medici e scienziati. Ciascuna di queste modalità narrative dovrebbe rappresentare un diverso grado di accuratezza della "verità", ma in tutte è costrante la presenza di Dracula che si nasconde alla vista e infrange le leggi della fisica. Il fascino e l'orrore del romanzo scaturiscono da una prospettiva che neppure la tecnologia piì avanzata, concepita per cercare una razionalità e una verità definitive, è in grado di sdradicare le forze irrazionali a prescindere dal periodo storico e dal relativo progresso.


Due delle tantissime edizioni di Dracula


Come già detto, Dracula è un romanzo epistolare. Si alternano articoli di giornale, notizie, appunti di medici, pagine di diari e lettere. I personaggi interpellati sono Jonathan Harker che racconta alla futura moglie, Mina Murray, idel suo viaggio in Transilvania fino al fatitico incontro col vampiro. Le lettere di Mina, i resonconti medici del dottor  Seward e Van Helsing, nonché le lettere e i diari di Lucy Westenra, amica d'infanzia di Mina. 


 
 

Lucy e Mina nel film di Coppola del 1992

 IL RUOLO DELLA DONNA:

In Dracula è interessante il rapporto uomo-donna e soprattutto il ruolo delle donne nel romanzo. Mina Murray è, in tutto e per tutto, la classica principessa da salvare. Il suo "principe borghese" Jonathan farà di tutto per sottrarla all'influenza funesta del vampiro.
Figura specchio di Mina è senza dubbio l'amica di quest'ultima, Lucy. Spregiudicata, ribelle, capricciosa e ricca, Lucy rappresenta la classica donna "demoniaca" pronta ad abbandonarsi alla lussuria e alle moine di satana.
Infatti, da buon vittoriano, Bram Stoker condannerà senza appello Lucy alla morte eterna.



Jonathan e Dracula, dal film di Coppola 1992

JONATHAN CONTRO DRACULA

 Mina è attratta dal vampiro?
E perché?
Mina è una donna dell'Inghilterra vittoriana. Stretta nei sistemi morali, psicologici e sociali di quell'epoca. Jonathan è come lei, un uomo retto e casto, senza grilli per la testa.
Dracula, invece, rappresenta tutto quello che l'occidente ha perso: la ribellione, il romanticismo barbo, il contatto con il misticismo tanto ostacolato dalle culture razionalistiche dell'epoca. 



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