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mercoledì 26 dicembre 2018

Jólakötturinn, il gatto di Yule



Lo Jólakötturinn è un enorme, famelico, gatto nero. Baffi bianchi e occhi che brillano come tizzoni ardenti, lunga coda che gli consente balzi diabolici, si aggira tra i pasini dell'Islanda durante la notte della Vigilia di Natale. 
Non si nutre di topi, no, ma di esseri umani. Le prede a lui destinate sono quegli uomini che non sono riusciti a procurarsi un capo d'abbigliamento nuovo da indossare a Natale.

Nell’800 il Jólakötturinn viene “utilizzato” come stratagemma per spingere gli operai a concludere la lavorazione della lana raccolta nel periodo autunnale prima della fine dell’anno: chi avesse lavorato alacremente, veniva ricompensato con un capo di vestiario. In altre parole, quindi, con la salvezza dalle grinfie del Jólakötturinn.





La poesia di Kötlum è stata arrangiata e messa in musica da Björk. La melodia, dai tratti un po’ antichi, si adatta perfettamente alla narrazione di una leggenda.






lunedì 3 dicembre 2018

La Necrofilia - Gabrielle Wittkop

Figlia illegittima dell'archeologia, la necrofilia, che ha avuto minor fortuna della madre, trascende l'uomo al di là della sua animalità. Meno radicale del suicidio, ma ad esso simile in quanto atto trasgressivo, la necrofilia presenta il vantaggio di poter essere ripetuta senza tuttavia scadere nella routine, giacché le difficoltà pratiche che il necrofilo deve superare lo preservano da quel che di macchinale e di irriflessivo può avere l'appagamento della sua pulsione.
Infatti, pur scatenandosi con il favore delle circostanze, tale pulsione non può raggiungere i propri fini se non ricorrendo a stratagemmi, ardui da concepire e pericolosi da attuare, che innalzano il necrofilo al rango dei grandi amatori. Inventivo ed eroico come loro, il necrofilo però vive in un profondo isolamento sfidando, fiero della sua solitudine imperiale, tutti i pericoli e la morale benpensante.
L'amore necrofilo è senza alcun dubbio il solo realmente puro, infatti lo stesso amor intellectualis esige di essere corrisposto. Non v'è invece nessuna contropartita per il necrofilo, il dono di se stesso non suscita eco alcuna. Inoltre è un essere asociale e apolitico, che non soltanto viene condannato nel nome della morale conformista, ma viene perfino confuso con i violatori di tombe che il più delle volte agiscono mossi da un'ideologia razzista, nel quadro di una psicologia di massa.
[...]
Il lettore che venisse turbato dal mio testo non avrebbe colto dunque l'indissolubile legame tra la vita e la morte, e l'impossibilità di vivere felicemente rifiutando con ostinazione l'idea di dover morire. Probabilmente era proprio per questo che le cortigiane elisabettiane portavano al dito un anello su cui era raffigurato un teschio, affinché il simbolo di Thanatos fosse associato all'esuberanza vitale di Eros. Il terrore dell'annientamento viene annullato dai ritmi dell'esistenza quotidiana.  Quando Ampleto si stupisce della gaiezza del becchino che stava scavando una tomba, Orazio  gli risponde semplicemente: «Custom hath it in him a property of easiness.» Non potrebbe esser detto meglio.

Frankfurt a. M, Febbraio 1998
Gabrielle Wittkop

venerdì 23 novembre 2018

Il necrofilo
Gabrielle Wittkop

Tradotto per la prima volta in inglese, questo capolavoro della letteratura francese è sorprendente, non solo per il suo stupefacente soggetto, ma per la bellezza poetica degli ultimi autori, la prosa sottile e intricata. Mentre il protagonista ossessionante Lucien è alle prese con un desiderio tabù, il romanzo va ben oltre il semplice horror gotico per esplorare la malinconia nelle profondità più profonde della condizione umana, costringendo i lettori a confrontarsi con la propria mortalità con un'intimità senza precedenti.

lunedì 26 ottobre 2015

Cannibalismo a Napoli - Eleonora Pimentel Fonseca divorata in piazza


Città del sole e del mare Napoli?
Non soltanto. Misteri e tante storie oscure si aggirano tra i suoi vicoli. Nel
1799 Eelonora Fonseca fu impiccata come nemico dello stato insieme a Giuliano Colonna, Vincenzo Lupo,  al vescovo Michele Natale, al sacerdote Nicola Pacifico, ai banchieri Antonio e Domenico Piatti, a Gennaro Serra di Cassano proprio dai Lazzari, rivoluzionari napoletani rappresentanti del popolo, che li avevano sostenuti prima però di piegarsi alle promesse dei regnanti.


 «A signora 'onna Lionora
che cantava 'ncopp' 'o triato
mo abballa mmiez' 'o Mercato
Viva 'o papa santo
ch'ha mannato 'e cannuncine
pe' caccià li giacubine
Viva 'a forca 'e Mastu Donato!
Sant'Antonio sia priato»


 Salì al patibolo con coraggio. Le sue ultime parole furono una citazione virgiliana: "Forsan et haec olim meminisse iuvabit". Si narra che il cadavere rimase a ciondolare in piazza per giorni e giorni e i napoletani, stremati dalla fame, le strappassero gli organi per divorarli.


Domenico Battaglia: Perquisizione in casa di Eleonora Pimentel Fonseca

Cannibalismo in Russia

Il tema del cannibalimo in Russia emerse nel 1921.
Causata da diversi fattori tra cui la prima guerra mondiale.
Il detto "comunisti mangia bambini" ha qualche fondamento? 

Lo scrittore russo Michail Osorgin, redattore del bollettino Pomosc (Il soccorso) del comitato di soccorso panrusso, parlò di un cannibalismo diffuso. Orlando Malevolti e l'archeologo e filantropo antifascista Umberto Zanotti Bianco, recatisi in Russia, riferirono di numerosi casi di cannibalismo, uccisioni di bambini, profanazione dei cimiteri e vendita di carne umana nei mercati. Il libro La Ceka - Il terrore bolscevico, pubblicato nel 1923 (ed. La promotrice), riferisce che il cannibalismo era commentato nella stampa e negli organi ufficiali russi:

« "I cadaveri umani già vengono usati come alimento... I parenti dei morti di fame sono costretti a mettere per il primo tempo dei piantoni presso le tombe... I fanciulli morti vengono fatti a pezzi e messi nella pentola". Così parla questo collaboratore [Antonoff Ovsenko] del ben noto Krylenko nella sua relazione ufficiale al Congresso dei Soviet. E ciò viene riprodotto dalla stampa ufficiale, nella quale da allora non cessano di esser pubblicati lunghi e dolorosi elenchi dei casi di cannibalismo provocato dalla fame, registrati ufficialmente. »Nazino - l'isola dei cannibali voluta da Stalin (Ostrov ljudoedov) è il nome che abitanti locali diedero all'isola di Nazino, nel cuore della Siberia, ed è il titolo del libro di Nicolas Werth che ne narra la storia, ricavata dagli archivi sovietici. Nel 1933, furono condotti esperimenti sociali di sopravvivenza, che videro migliaia di "elementi socialmente nocivi" deportati in aree completamente disabitate e prive di mezzi di sussistenza, allo scopo di identificare un metodo di colonizzazione del "Far East" sovietico. Sull'isola di Nazino, furono trasferite 13.000 persone: quasi tutte morirono d'inedia, freddo e fame, si uccisero a vicenda o furono giustiziate. Gli episodi di cannibalismo erano all'ordine del giorno.

mercoledì 30 settembre 2015

Fantasmi: Il Wraith



A chi crede nello spiritismo sicuramente sarà noto che non esiste una sola tipologia di fantasmi, ma che questi si distinguono in varie categorie e di varie nature, quest'oggi parleremo dei Wraith.
Termine di origine scozzese, risale alla tradizione norrena, i wraith non sono altri che fantasmi cattivi che perseguitano e tormentano le persone ancora in vita.

Esistono però alcuni casi in cui un wraith nasce (per così dire) sotto sembianze specifiche divenendo ancora più pericoloso e più difficile da esorcizzare.
Questo tipo di wraith è il residuo emozionale di una giovane donna morta brutalmente poco prima del matrimonio, impazzita per il dolore e l'ira vaga nei centri rurali dove è stato seviziato il suo corpo o in cerca dell' amato traditore.
Hanno l'aspetto di una sposa cadaverica, il cui vestito è stato strappato e martoriato, la mascella spesso pende dal collo e dagli occhi mangiati dai vermi scendono lungo le guance dei solchi di sangue. Sono trattenute in questo mondo da un oggetto simbolico molto caro che ironicamente in vita aveva dato loro estrema felicità.
Dunque per questo si racconta fra i contadini che se si trova in mezzo a un campo una fede nuziale o in un velo strappato, non bisogna mai raccoglierli ma anzi è consigliabile scappare immediatamente da quel posto.  

martedì 22 settembre 2015

Pinocchio – Storia di un bambino



Mi sono imbattuta qualche giorno fa in questo fumetto nella Feltrinelli sotto casa mia. Il titolo e la conturbante copertina hanno attirato da subito la mia attenzione, così ho preso a sfogliarlo in modo da capire come fosse il tratto dell'autore (Francesco Ciampi in arte Ausonia).
Ciò che mi si è presentato dinanzi agli occhi è stato un capolavoro grafico nato dai toni più belli del macabro. Non ho potuto fare a meno di comprarlo e divorarlo nel giro di un'ora.

La storia classica tutti l'hanno sentita, Pinocchio nato dalla mente di Carlo Collodi ha da sempre ispirato le versioni più diverse e colorate, ma quella che mi sono trovata fra le mani non era semplicemente macabra e raccapricciante, ma era un tributo al grottesco nella sua forma più semplice e meravigliosa.
In un mondo rovesciato e abitato da soli burattini bugiardi si staglia in primo piano il processo di Pinocchio, un bambino nato dalla carne in putrefazione e impossessato da una coscienza in grado di dire sempre e solo la verità.

…in pochi giorni di vita ho conosciuto le percosse, lo stupro… e sono stato derubato. E’ molto per un bambino… mi creda.


Fra vicende immorali e retroscena sconvolgenti, che porteranno ogni amabile lettore del classico Pinocchio a chiudere di scatto le pagine del fumetto, vi troverete a viaggiare in un mondo troppo famigliare anche se abitato da burattini, poiché così simile a quello in cui oggi giorno siamo abituati a veder passarci dinanzi agli occhi.



In altre parole una storia da non perdere sia per gli amanti del grottesco, sia per quelli della letteratura e sia per coloro che sono sempre alla ricerca di fumetti in grado di entrarti sotto pelle!

giovedì 17 settembre 2015

Carmilla

Tra le donne vampiro la più famosa è certamente Carmilla, protagonista di un racconto scritto nel 1872 da Sheridan Le Fanu.


Laura, una ricca ragazza inglese, vive col padre in un castello della Stiria. Mentre si trova in giardino con le governanti, una carrozza esce di strada davanti al suo giardino. Ne escono una donna e sua figlia. Il padre di Laura accetta di ospitare la figlia mentre la madre ha urgenti faccende da sbrigare. Laura e la ragazzina, Carmilla, subito diventano amiche nonostante le sue strane abitudini: si sveglia molto tardi, odia i canti religiosi e somiglia molto a un dipinto di Mircalla, duchessa di Karnstein che secoli prima era stata padrona di quel castello.

Vespertilia - Un mistero della campagna romana (Anne Crawford)

Il giovane Marcello viene sedotto da una vampira tornata dall'antica Roma, Vespertilia.

“tutto l’orrore della natura di quell’essere era stato velato agli occhi dei romani con il termine greco ‘tes aimatopotidos’, la bevitrice di sangue … E Flavius – il suo amante – vix ipse sospes, lui stesso si salvò a stento da quell’abbraccio mortale, l’aveva seppellita qui, e aveva messo un sigillo sul suo sepolcro, confidando nel peso della pietra … per imprigionare per sempre il meraviglioso mostro che egli aveva amato”.

Marcello, un sedicente artista, invece era:

 
“era pallidissimo e si muoveva meccanicamente come un sonnambulo. Rimasi sconvolto nel vedere come fosse diventato incavato il suo volto: reggeva ancora in mano la candela accesa che proiettava cupe ombre sulle guance smunte e sugli occhi fissi che brillavano sinistramente e sembrava non vedessero nulla. Aveva le labbra completamente prive di colore e così ritratte che riuscii a vedere il bagliore dei suoi denti.”


lunedì 14 settembre 2015

Foto con il morto


Al giorno d'oggi troveremo raccapricciante e inquietante la pratica di farsi fotografare accanto a un morto, ma fino agli anni '40 del secolo scorso questa usanza era vista come qualcosa di normale, addirittura obbligatoria sotto un punto di vista morale se facciamo un passo indietro fino al 1800.
Infatti nel bel mezzo del XIX secolo, quando venne scoperta la macchina fotografica anche le persone comuni poterono così ottenere un ultimo ricordo della persona da loro amata, poiché prima di allora solo i ricchi e i nobili avevano il privilegio di commissionare un ritratto post-mortem da un pittore.
Per quanto attualmente possa risultare strano questo era uno dei modi più veloci di elaborare il lutto di un caro scomparso, e molto spesso nel caso dei bambini defunti era l'unica occasione per i genitori di avere una foto del proprio figlioletto mai cresciuto.

Questo portò a voler immortalare su pellicola la persona cara come se fosse ancora viva, come se stesse nel bel mezzo di una scena di vita quotidiana, ragione per cui molte fotografie post-mortem raffigurano il defunto insieme ai parenti o amici in situazioni del tutto naturali accompagnati dai propri oggetti più cari, ad esempio giocattoli e animali domestici .
Spesso guardando queste foto si ha il dubbio di chi sia la persona morta fra quelle vive. 

Gli studi fotografici si operavano a sfruttare ogni tecnica e ogni strategia perché ciò avvenisse, sostegni metallici e ceroni pesanti erano le più votate, ma nel caso di uno stadio avanzato di decomposizione ricorrevano anche alla pittura degli occhi.
Altre strategie meno sofisticate erano quelle di emulare il sonno, non è raro trovare molteplici foto di bambini addormentati nelle loro culle, dal momento che nell'età vittoriana ci fu un elevato numero di mortalità infantile.  

domenica 13 settembre 2015

Lo sperma e il diavolo

"Nel Medioevo fino al tardo XVII secolo - come scrive Izzi, - troviamo la credenza che il diavolo possa trasformarsi in una leggiadra fanciulla (succubus), copulare con un uomo e trattenerne lo sperma. Poi diventare un uomo (incubus) e ingravidare una donna. Il tempo che trascorre necessariamente tra queste due operazioni spiega perché lo sperma del diavolo sia gelato, come leggiamo in tutti i più importanti trattati di demonologia, e come risultava dalle testimonianze concordi delle streghe".

Invisibilità - come rendersi invisibili -

Per rendersi invisibili basta portare sotto braccio il cuore di un pipistrello, o quello di una gallina nera, o di una rana.
O ancora, come prescrivono i libri di magia, rubando un gatto nero, comprando un orcio nuovo, uno specchio, un accendino, una pietra d'agata, del carbone e dell'esca, e avendo cura di andare ad attingere dell'acqua a una fontana a mezzanotte precisa; dopo di che accenderete il fuoco, metterete il gatto nell'orcio che terrete coperto con la mano sinistra senza muovervi nè voltarvi indietro, qualunque cosa accada; fatto bollire il gattoi per ventiquattro ore, sempre senza muovervi e voltarvi indietro, versatelo in un piatto nuovo e staccatene la carne gettandola sopra la spalla sinistra, pronunciando le seguenti parole:


Acciupe quod tibi do et nichil amplius.



Metterete quindi una dopo l'altra le ossa sotto i denti, dalla parte sinistra, guardandovi nello spechio; e se l'osso che state maneggiando non risulta esseren quello buono, gettatelo via, dicendo le stesse parole sinché non capiterà quello giusto.
Appena non vi vedrete più nello specchio andatevene, cammiando all'indietro.

Oomanzia o Ovomanzia

Divinazione mediante le uova. 
Suidras racconta che è stata inventata da Orfeo. Come che sia, è molto antica e descritta nel libro di magia. Dice per l'appunto: 
L'operazione dell'uovo è per sapere quello che deve accadere a quallcuno che è presente all'operazione. Si prende un uovo e si estrae il ferme: bisogna avere un gran bicchiere molto sottile e ben pulito, riempirlo di acqua chiara e mettervi il germe dell'uovo: si mette questo bicchiere al sole di mezziogiorno d'estate, recitando orazioni e scongiuri, e con il dito si agita l'acqua del bicchiere per far girare il germe; si lascia quindi riposare un poco, guardando senza toccare; vi si vedrà ciò che è in rapporto a colui o a colei per la guale si fa l'operazione; bisogna cercare che sia un giorno feriale, poiché allora gli oggetti si presentano nelle loro occupazioni normali.



Legatura - Legature d'ago


Si dà questo nome a uno speciale maleficio per il quale si legava o paralizzava una facoltà fisica dell'uomo o della donna. Si diceva incavigliamento il sortilegio che otturava un condotto o impediva, per esempio, le deiezioni naturali. Steccamento l'impedimento magico a un movimento. Più particolarmente legatura il maleficio che rendeva inerte un braccio, un piede o altro membro.
Il più famoso di tali sortilegi è quello definito, in tutti i libri in cui si tratta di superstizione, come l'annodamento dell'ago o l'ago-annodato. É questo, per altro, il termine popolare.
I rabbini attribuiscono a Ca, l'invenzione dell'annodamento ad ago.
Ai Greci era noto tale maleficio. Platone consiglia agli sposi di stare in guardia contro quegli incantamenti o legature che turbano la pace domestica. Anche presso i Romani si annodava l'ago: e la pratica passò dai maghi del paganesimo agli stregoni moderni. Si annodava ovunque, specialmente nel medioevo. Numerosi concili colpirono di anatema gli annodatori d'ago: il cardinale del Perron fece persino inserire nel rituale Evreux speciali preghiere contro l'ago annodato: dato che il maleficio imperversò soprattutto nel XVI secolo. L'annodamento dell'ago diventa così comune, ci riferisce Pierre Delancre, che nessuno usa più sposare se non di nascosto. Ci si ritrova legati senza sapere da chi ed in tanti modi che il più scaltro non ci capisce nulla.

Talvolta il malefizio colpisce l'uomo, talvolta la donna, o entrambi. Può durare un giorno, un mese, un anno. L'uno ama, ma non è amato: e allora il diavolo interpone fra loro un fantasma, ecc. Eccitata dalla paura del sortilegio, spesso era l'immaginazione la causa di ogni male. Si attribuiva agli stregoni le anomalie che non si era in grado di comprendere, senza darsi la pena di scoprire la vera causa. Pertanto l'importenza non era generalmente provocata dalla paura che fiaccava gli spirti e indeboliva gli organi:n e quello stato pietoso cessava solo quando la strega sospettata non si degnava di guarire l'immginazione del malato dichiarando di restituirlo alle sue attività.
Una sposina di Niort, racconta Bodin, accusò la vicina di averla legata. Il giudice fece incarcerare la vicina. Di lì a due giorni questa cominciò ad averne abbastanza e fece sapere ai due sposi che erano slegati; e da quel momento essi, lo furono veramente. I dettagli di tanta confusione sono così ignobili che non si osa mettere sotto gli occhi di un lettore onesto i particolari di ciò che Delancre definisce rammollimento.
Raramente, in Russia, i matrimoni si sono celebrati senza qualche timore del gere.
«Ho visto un giovane -
narra un viaggiatore- precipitarsi furibondo fuori alla camera di sua moglie e strapparsi i capelli urlando che era stato stregato. Si dovette ricorrere al rimedio impiegato dai Russi che consiste nel rivolgersi alle maghe bianche, le quali, contro una piccola somma, rompono l'inganno e slegano l'ago: ché tale era il caso del giovane disperato»
«Si prenda il pene di un lupo appena ucciso; si vada alla porta di colui che si vuole lagare e lo si chiami col suo nome. Appena avrà risposto si legherà il pene con un legaccio di filo bianco e subito il pover'uomo si troverà impotente»

Contro l'ago annodato: si previene il maleficio portando un anello nel quale sia incastonato l'occhio destro di una donnola; o mettendo del sale in tasca, o dei soldi segnati nelle scarpe mentre si esce dal eltto; o, secondo Plinio, ungendo di grasso di lupo la soglia e i montanti della porta della camera da letto. Molto saggiamento Hinemar di Reims consiglia la pratica dei sacramenti come rimedio efficace all'annodamento dell'ago; altri ordinano digiuno ed elemosine. Il piccolo Alberto suggerisce di mangiare un picchio verde arrostito con sale bendetto, o di respirare il fumo di un dente di morto gettato nel braciere. In alcuni paesi ci si vanta di slegare l'ago indossando due camice a rovescio una sull'altra. Altrove si buca una botte di vino bianco facendo passare il primo schizzo attraverso la vera della sposa. Oppure, per nove giorni, prima del sorgere del sole, si scrive su una pargamena vergine la parola AVIGAZIRTOR.
 Si dice che le streghe usano interrare teste e pelli di serpente sotto la soglia della porta degli sposi o agli angoli della casa, al fine di seminarvi discordia e i dissensi. Ma quelli non sono che i segni visibili della convenzioni da loro stabilite con Satana, che è maestro e autore del maleficio dell'odio.
«A volte- continua Deancre- il diavolo non giunge a tanto, e si accontenta, anziché l'odio, di portare l'oblio, facendo in modo che il marito ndimentichi la moglie perdendone la memoria come se non l'avesse mai conosciuta. Un giovane Etrusco si incapricciò a tal punto di una strega che abbandonò la moglie e i figli per andare a stare con lei, e persistette in quel triste proprosito finchè la moglie, avvertita del maleficio, andò a trovarlo in casa della strega e seppe frugare così bene da scoprire il sortilegio in forma di rospo rinchiuso in un orcio con gli occhi cuciti e tappati. Allora lo prese, gli aprì gli occhi e lo bruciò. E subito l'amore e l'affetto del marito per la donna e i suoi figli tornarono all'improvviso nella memoria del giovane, che se ne tornò a casa confuso e pentito e passò il resto dei suoi giorni nei buoni sentimenti.»
Padre Lebrun non sembra dar molto credito ai legatori d'ago; e tuttavia riferisc eil caso dell'abate Guilbert di Nogent che racconta come suo padre e sua madre avevano avuto l'ago legato per sette anni, e che alla fine di quel penoso periodo una buona vecchia ruppe il maleficio e rese loro l'uso del matrimonio.

domenica 6 settembre 2015

Il ventaglio


Considerato da sempre oggetto che simboleggia il potere, il ventaglio non fu inizialmente un ornamento esclusivo delle sole donne, ma anche degli uomini che ne fecero un largo utilizzo.
E' stato solamente con il trascorrere degli anni che il suo utilizzo è passato a essere a esclusivo appannaggio della donna. Ve ne erano di diversi tipi, dai più elaborati ed eleganti realizzati per gli eventi mondani quali feste e balli; ai più semplici per quegli eventi che richiedevano una certa sobrietà nel vestire e negli atteggiamenti.

Per le donne dell'epoca vittoriana divenne un ornamento che non poteva assolutamente mancare durante le feste e i balli poiché gli stretti corpetti imposti dalla moda del tempo davano loro poca possibilità di respirare correttamente negli ambienti troppo affollati. Ma diversamente da quanto si possa credere l'utilizzo del ventaglio in tali occasioni non si riduceva esclusivamente al rinfrescarsi, ma assumeva un utilizzo ben più elaborato.
In un'epoca in cui alla donna era lasciata pochissima libertà d'espressione, di circolazione e socializzazione, il ventaglio divenne un vero e proprio strumento di comunicazione. Non era la prima volta che le donne inventavano un linguaggio segreto per comunicare tra loro, ma questa volta il linguaggio era dedicato agli uomini diventando un codice, fatto di gesti con la quale potevano comunicare con gli spasimanti in occasione di feste, balli e qualsiasi altro raduno mondano. Sfruttando tale linguaggio gli innamorati comunicavano tra di loro e potevano anche organizzare incontri segreti. C'era un’infinita varietà di movimenti che può essere fatta sfruttando il battito del ventaglio.
Alcuni esempi:

Portato nella mano destra - Voi desiderate troppo
Portato nella mano sinistra, aperto - Avvicinatevi e parlate con me
Portato nella mano destra, di fronte al volto - Seguitemi
Portato nella mano sinistra, di fronte al volto - Desiderosa di conoscervi
Intrecciando le mani sotto al ventaglio aperto - Dimenticatemi,Vi prego
Coprire l'occhio sinistro, con il ventaglio aperto - Non tradite il nostro segreto
Tracciare linee sulla mano - Vi odio
Passarlo sulla guancia - Vi amo
Passarlo davanti agli occhi - Scusatemi
Passarlo davanti alla fronte - Siete cambiato
Lasciar cadere il ventaglio - Saremo amici
Sventolarsi lentamente - Sono sposata
Sventolarsi velocemente - Sono fidanzata
Guardare fisso il ventaglio chiuso in modo pensoso - Perché non mi capite?
Appoggiato alla guancia destra - Sì
Appoggiato alla guancia sinistra - No
Appoggiato dietro la testa - Non mi dimenticate
Con il mignolo steso - Arrivederci
Aprendolo e chiudendolo - Siete crudele
Aprendolo alla massima estensione - Aspettatemi
Appoggiato all'orecchio sinistro - Desidero liberarmi di Voi
Presentato chiuso - Mi amate?
Presentando solo un certo numero di stecche aperte - A che ora?
Chiudere molto lentamente il ventaglio da completamente aperto - Prometto di sposarvi
Ventaglio chiuso appoggiato sul cuore - Avete conquistato il mio amore
Ventaglio chiuso che indugia sull'occhio destro - Quando mi permetterete di vedervi?
Toccare il ventaglio spiegato nell'atto di sventolarsi - Vi sarò vicina per sempre
Toccarne la punta con il dito - Desidero parlarvi
Farlo roteare nella mano sinistra - Amo un altro
Con il manico appoggiato alle labbra – Baciatemi





Ma il ventaglio ha radici ben più profonde e tracce di lui sono state ritrovate nei bassorilievi delle remote antichità degli egiziani e asiatici. Il ventaglio ha dunque attraversato la storia senza mai perdere l’alone di fascino e mistero che da sempre lo avvolge, finendo non solo con il diventare un oggetto di uso comune ma anche con il ricoprire ruoli importanti in famosi dipinti, libri e film.

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